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Alessandra Novellone
26 settembre 2017 – martedì

Forse non esiste un altro pittore la cui parabola esistenziale e professionale sia stata così simile ad un romanzo quanto quella di Caravaggio. Dalla formazione nell’acceso clima spirituale della Milano borromaica, nell’ambito di un clima artistico orientato alla resa del vero, agli anni dell’affermazione romana presso la cerchia elitaria, dal gusto raffi nato, del cardinal Del Monte e di collezionisti quali i Borghese e i Giustiniani; dai soggiorni in una Napoli particolarmente pronta ad accogliere il suo rivoluzionario messaggio, fino all’ultima manciata di anni convulsi, colpito dal bando papale, tra fughe rocambolesche, speranze frustrate, capolavori abbaglianti, lungo rotte che vanno da Napoli, a Malta, alla Sicilia; fino all’ultimo viaggio, che lo condurrà, buttato come un relitto, sulla spiaggia di Porto Ercole, a morire appena 39enne, nel 1610, vittima di una violenta febbre, ma forse soprattutto di una vita “à bout de souffle”: niente è “normale” in Caravaggio, pittore maledetto ante litteram, riscoperto non a caso nel ‘900, che si può amare o detestare, ma che mai ci lascia indifferenti. Già nel 1615 il Gigli lo definiva, con il gusto dell’iperbole proprio del suo secolo: “il gran Protopittore, Meraviglia dell’arte, stupor de la natura, se ben bersaglio poi di rea fortuna”. Una carrellata tra i suoi dipinti ci permetterà di capire la portata della sua rivoluzione, anche sulle generazioni successive di pittori, e di prepararci al meglio alla vista alla mostra “dentro Caravaggio”, di prossima apertura a Palazzo Reale.


Ore 17.30. Sala della Passione, palazzo di Brera, via Brera 28.
Contributo a partire da € 5.

Paola Rapelli
19 settembre 2017 – martedì
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Scultura: arte della forma plastica. Dentro questa scabra definizione sta un universo di idee, ricerche, materiali, soprattutto emozioni. Da Medardo Rosso, Adolfo Wildt e Umberto Boccioni alla fine del secolo XX maestri e gregari tengono vivo il fuoco dell’arte: il dibattito è vivo e corroborante, le esperienze anche molto diverse tra loro. Scultura come poesia, come denuncia, come installazione: i cambiamenti sia formali che contenutistici sono fisiologici e seguono il mutare delle tendenze estetiche rispetto all’episteme storica. Scultura lingua morta? Ma certo che no!


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.
Contributo a partire da € 5.

Daniela Tarabra
13 giugno - martedì

La Bulgaria è uno dei paesi europei meno conosciuti e frequentati dagli italiani amanti d’arte e di storia. Ed è un vero peccato, perché il paese vanta una storia plurimillenaria grazie alla sua posizione geografica strategica tra Oriente e Occidente, tra la penisola balcanica e il Mar Nero, tra il Danubio e la Turchia, ultimo lembo d’Europa orientale. Popoli antichissimi hanno fatto fiorire elaborate civiltà, come i Traci che hanno lasciato imponenti tombe di re e dignitari. A questo retroterra si sono sovrapposte la cultura greca, romana, bizantina e dei due regni bulgari indipendenti dal potente vicino, l’impero romano d’Oriente. Infine cinque secoli di dominazione ottomana hanno plasmato un paese che è crocevia di civiltà e arte tra i più interessanti d’Europa.

 

Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.

Contributo a partire da € 5.

Alessandra Novellone
6 giugno - martedì

Il 2016 è stato l’anno del cinquecentenario della morte di Giovanni Bellini, suggellato dalla mostra in corso a Conegliano, (alla quale è prevista una visita il 16 e 17 giugno prossimi) che conclude le celebrazioni in onore del pittore. È una buona occasione per ricostruire la parabola di questo maestro, padre nobile del Rinascimento, punto di riferimento per i massimi esponenti della scuola veneta del ‘500, da Cima a Giorgione a Tiziano e oltre. A consacrarlo definitivamente sono le parole scritte da Dürer in occasione del suo soggiorno a Venezia del 1506: “è molto vecchio, ma certo è ancora il migliore pittore di tutti”. Oggi tracciamo il suo percorso creativo, svoltosi in un lungo arco di tempo, dal 1436 circa al 1516: dai volumi ancora un po’ secchi di ascendenza gotica, al progressivo consolidarsi delle forme, sulla scia della lezione di Antonello da Messina, e grazie al contatto ricco di stimoli con il cognato Mantegna; fino al graduale affermarsi, nelle sue celebri Madonne con Bambino e nelle pale d’altare, dell’umanità dei personaggi, circondati da una natura che si fa sempre più protagonista, e che concorre con la sua ordinata e serena bellezza ad accrescere il pathos delle scene sacre, in una visione del mondo ricca di incanto e di poesia.


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.

Contributo a partire da € 5.

Paola Rapelli
30 maggio - martedì

Scultura: arte della forma plastica. Dentro questa scabra definizione sta un universo di idee, ricerche, materiali, soprattutto emozioni. La Lombardia è stata ed è terra di scultori. Prenderemo in esame le opere più significative di un tempo - l’età moderna - che dall’estetica neoclassica muove verso il realismo del pieno Ottocento, per poi passare a parlare una lingua nuova, quella del cambiamento definitivo, con la fine dell’Ottocento - il Simbolismo - e l’inizio del Novecento - il polimaterico. Artisti accademici a confronto con artisti rivoluzionari: da Canova a Boccioni, tutto d’un fiato!


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.

Contributo a partire da € 5

Alessandra Montalbetti
23 maggio - martedì

Oggi il cosiddetto mondo della Moda entra nelle nostre vite, nelle nostre città, nelle nostre case, sotto forma di manifesti, pubblicità, eventi, esattamente come, secoli fa, entravano le arti con l’architettura, la pittura e la scultura ed il successo planetario del film “Il Diavolo veste Prada” (“oh ma certo, ho capito, tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non so, quel maglioncino azzurro infeltrito”, dice a un certo punto Miranda) ha saputo raccontare, con energia non disgiunta da una certa grazia, quel mondo ed il suo dietro le quinte. Ma sappiamo quanto questi nuovi artisti recuperano, si ispirano, copiano i grandi artisti del passato? In questo incontro potremo scoprire quali e quanti siano gli stimoli, le citazioni e gli omaggi degli stilisti creativi di oggi nei confronti degli artisti del passato, a volte archeologicamente sepolti, a volte recentemente evocati: dal De Chirico adorato da Lagerfeld al Warhol citato da Versace.

 

Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.

Contributo a partire da € 5.

Maria Vittoria Capitanucci
16 maggio - martedi'

Un incontro dedicato ai nuovi luoghi per l’Arte contemporanea, non gallerie private ma Fondazioni che si inseriscono a diritto nella rete museale internazionale per supplire a mancanze o anche solo come nuova forma espositiva, agile e sofisticata. Complessi dall’emblematica
forza rappresentativa. Contenitori per l’arte che fanno parlare anche dei loro caratteri architettonici, spesso firmati da guru della progettazione, oltre che dei loro contenuti ad alto tenore di contemporaneità. Dall’Italia alla Francia, dalla Svizzera agli Usa, passando per il
Brasile e la Russia. L’arte si fa bella.


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, Via Brera 28

Contributo a partire da € 5.

Marco Carminati
10 maggio - mercoledì

I libri, questi sconosciuti... In tempi di trionfo del digitale rischiano di diventare una specie in via di estinzione. In realtà conservano ancor di più un fascino straordinario, e cresce il mercato del collezionismo. Le biblioteche a loro volta acquistano una funzione ancora più significativa... oggi approfondiremo questo argomento,soffermandoci in particolare sulle biblioteche di Celso ad Efeso, sulla Malatestiana di Cesena, sulla biblioteca dell’Escorial e su
quella dell’Hofburg a Vienna: cattedrali di libri, templi del sapere, veri e propri modelli di riferimento per architetture e arredi.

 

Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.
Contributo a partire da € 5

Antonella Ranaldi
14 marzo 2017 – martedì

Straordinaria è la recente scoperta di un raro ciclo decorativo risalente a metà del XIV secolo nel sottotetto dell’Arcivescovado. Si tratta di uno di quei ritrovamenti che appassionano il mondo dell’arte cittadino, anche per la sua casualità. In alcuni locali adibiti a magazzino, nel settembre del 2013, la classica (in questo caso, benedetta…) infi ltrazione di acqua ha determinato l’intervento di muratori e idraulici. Ed ecco riaffiorare, sotto l’intonaco giallasatro, i resti di immagini dallo stile inconfondibilmente giottesco. Scartata l’ipotesi che si tratti di opera del maestro, si ritiene che la decorazione possa essere attribuita alla scuola lombarda, influenzata dal passaggio di Giotto a Milano, eseguita su commissione del vescovo Giovanni Visconti. Una città sotto assedio, una fi gura femminile, colori vivi, scorci prospettici… emerge sotto i nostri occhi non solo la preziosa testimonianza artistica di un’epoca lontana, ma anche il particolare intreccio di poteri, religioso, politico, civile, in un tempo in cui il vescovo era anche signore di Milano. Ce ne parlerà l’architetto Antonella Ranaldi, Soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano.


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28. Contributo libero a partire da € 5.

Alessandra Montalbetti
7 marzo 2017 – martedì

Secondo Hegel, il dialogo aporetico è necessario perché non è possibile sostenere l’esistenza di una tesi se non se ne prospetta anche l’antitesi per raggiungere l’essenza dell’essere, la possibilità dell’uomo di trovare le risposte alle tante disperate domande che lo assillano. In arte frequentemente si incontrano i “dialoghi aporetici”: artisti che vivono nel medesimo tempo, che ne respirano l’aura culturale, che si nutrono di quell’humus costituito dalla letteratura e dalla musica, ma che poi intraprendono percorsi così diversifi cati da suscitare solo sorpresa: Hoppper e Picasso, O’Keefe e Paolozzi, Bacon e Richier, Vasarely e Calder ne sono solo alcuni, magici, esempi.


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, Via Brera 28.
Quota di partecipazione: offerta libera da € 5.

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