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Daniela Tarabra
4 ottobre 2017 – mercoledì
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La Pinacoteca di Brera ospita uno straordinario percorso di lettura intorno a un’epoca, il Settecento, che segna la storia stessa della Pinacoteca, come museo moderno, frutto delle idee dell’Illuminismo. In dialogo le opere di Pompeo Batoni, tra i primi ad essere trasferito nel palazzo di Brera, dove stava nascendo una prima ed eterogenea raccolta di opere a supporto delle attività didattiche dell’Accademia di Belle Arti. Pompeo Batoni fu considerato il nuovo Raffaello per la lezione di grazia, di “buon gusto e raziocinio naturale” delle sue opere. È un’occasione per ammirare le opere con illuminazione e colore delle pareti completamente rinnovate con diverse tonalità di grigio per esaltare la qualità dei dipinti esposti.


Ore 10.45. Ritrovo alla biglietteria della Pinacoteca di Brera, via Brera, 28.
Quota di partecipazione € 12.

Alessandra Campagna
2 ottobre 2017 – lunedì
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La tipologia del cortile che caratterizza le abitazioni milanesi ha lontane origini: sembra si debba far risalire all’esempio del chiostro e dell’atrio della domus romana, venendo a definirsi più precisamente nel periodo rinascimentale con la presenza a Milano di Donato Bramante. Proprio il cortile della Canonica di Sant’Ambrogio, une delle ultime e tra le poche opere documentate a Milano dell’architetto “forestiero”, e i chiostri della Cattolica, antico monastero, realizzati più tardi, ma su progetto bramantesco, ci aiutano a ricostruire un momento cruciale nella nascita di tale struttura alla corte di Ludovico il Moro. L’Università Cattolica nasconde anche altri segreti al suo interno, con l’antico refettorio monastico decorato dal grande affresco di Callisto Piazza e la ghiacciaia recuperata con attente ricerche archeologiche che hanno portato alla luce preziosi reperti. La ghiacciaia è ora parte dell’Aula Bontadini e quindi normalmente non visitabile perché utilizzata per la didattica. Un’occasione per scoprire (o riscoprire, per gli ex alunni!) il valore storico artistico della sede di una prestigiosa università milanese.


Ore 17.00. Ritrovo davanti all’Università Cattolica, Largo Gemelli, 1.

Quota di partecipazione € 12.

Caterina Voltolini
21 settembre – giovedì
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In Italia la produzione televisiva degli anni ‘70 è sinonimo di RAI. Testimone dell’omicidio di Aldo Moro quanto dell’ombelico di Raffaella Carrà, la RAI documenta, attraverso vari e molteplici programmi, il cambiamento culturale, politico e sociale di un intero decennio. La mostra, in cui Francesco Vezzoli gioca contemporaneamente il ruolo di curatore ed artista, è strutturata su vari livelli e si dispiega in tre nuclei principali: arte, politica e intrattenimento. Negli spazi di Fondazione Prada, una selezione di reperti televisivi provenienti dall’archivio RAI convive con opere di artisti quali De Chirico, Guttuso, Burri... Ricca di contenuti, opere e materiali, “Francesco Vezzoli guarda la RAI” è una mostra imperdibile per chiunque si interessi all’identità e all’evoluzione storico - culturale del nostro Paese.


Ore 18.30. Ritrovo in Largo Isarco 2, all’ingresso della Fondazione Prada.
Quota di partecipazione € 12, più biglietto di ingresso.

Alessandra Montalbetti
20 settembre 2017 – mercoledì
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Le Gallerie d’Italia sono ormai un luogo entrato nelle abitudini milanesi per l’eziologia del restauro e per la completezza del racconto storico-artistico, ormai istituzionalizzato per quanto attiene alla prima parte, dedicata alle opere da Canova a Boccioni; ma per il contemporaneo il curatore Francesco Tedeschi ha a disposizione un patrimonio davvero invidiabile che ha deciso di esporre in fasi diverse chiamate opportunamente “Cantiere” proprio a chiarire il senso in fieri della rassegna. Così, siamo giunti alla seconda fase che, sotto l’egida della parola “Forma” accosta opere mai viste di artisti diversi, da Lucio Fontana a Chiara Dynys, da Jannis Kounellis a Stefano Arienti, intrecciando stimolanti sinapsi.


Ore 15.00. Ritrovo all’ingresso delle Gallerie d’Italia, Piazza Scala 6.
Quota di partecipazione € 20.

Anna Torterolo
14 settembre 2017 – giovedì
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“La vita ha ragione, in tutti i casi”: così scrisse il poeta Rainer Maria Rilke (1875-1926), quasi a siglare un’esistenza in bilico tra vita e arte, tra Dioniso ed Apollo. Autore di versi di luminosa trasparenza, eppure anche di abissale profondità, Rilke fu celebre per il potere fascinatorio che esercitò sulla sensibilità di donne eccezionali, quali Lou Salome e Marina Cvetaeva: nella prosa sottile ma viva delle sue lettere l’amore si nutre di assenza e di pensiero. Niente delle melanconie compiaciute dei decadenti nelle sue opere, ma una modernissima analisi dei rapporti tra ragione ed emozione, tra spazio e tempo. La sua dedizione assoluta all’arte gli fece incontrare personaggi quali Cezanne, Rodin, Paula Becker, Munch. La mostra, in un contesto contemporaneo, giovane e post-industriale, ripercorre e documenta gli anni trascorsi da questo lirico pellegrino attraverso l’Europa, in viaggi che lo condussero da Praga in Italia, in Russia e in Svizzera e sottolinea la capacità dell’anima rilkiana di tradurre la propria ispirazione nel linguaggio della musica e delle arti visive, sentendosi affine a pittori e scultori che stavano creando il XX secolo.


Ore 10.30. Ritrovo all’ingresso della mostra, presso la “Fabbrica del vapore”, Via G. C. Procaccini 4.
Quota di partecipazione € 12, più biglietto di ingresso.

Alessandra Montalbetti
27 giugno – martedì
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In un inedito percorso espositivo, si incontrano il tema eterno dell’amore ed i variegati linguaggi dell’arte contemporanea per raccontare, nelle sue infinite sfaccettature, l’amore, quello con la A maiuscola, forse! Molti sono i nomi prestigiosi presenti, da Andy Warhol a Francesco Vezzoli, da Robert Indiana a Joana Vasconcelos, da Marc Quinn a Mark Manders e molti altri ancora, nella rassegna, curata da Danilo Eccher, in arrivo a Milano dallo straordinario successo riscosso a Roma, nella sede espositiva del Chiostro del Bramante. L’amore romantico, l’amore ossessivo, l’amore dolce e quello violento, l’amore commerciale... purché sia amore!

 

Ore 10.00. Ritrovo all’ingresso del Museo della Permanente, via Turati 34.
Quota di partecipazione € 24.

Virginia Colombo
19 giugno - lunedì
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È una storia tragica e straziante quella di Charlotte Salomon, morta a soli 26 anni nel campo di concentramento di Auschwitz. Ebrea, proveniente da una famiglia ricca e colta, cresce a Berlino a contatto con artisti, musicisti e intellettuali. La sua vicenda viene segnata già dall’infanzia con il suicidio delle donne della sua famiglia. Cresciuta dal nonno vicino a Nizza, per sfuggire alle persecuzioni, la Salomon capisce che l’unica via per salvarsi da quello che sembra un destino folle e crudele, per la sua famiglia e per l’Europa, è quello di dipingere. Creerà una unica e grande opera, intitolata “Vita? O Teatro?”, composta da 1330 fogli e da 800 tempere. Creata tra 1940 e 1942, l’opera racconta tutta la sua vita: l’infanzia felice, gli studi accademici, il suicidio della madre, la fuga dal nazismo. La sua opera, completa anche di testi e musiche, è cadenzata come un vero e proprio copione teatrale. Nel racconto della tragedia la Salomon riscatta se stessa tentando di sopravvivere agli orrori che la circondano attraverso la propria arte.


Ore 15.00. Ritrovo alla biglietteria di Palazzo Reale.

Quota di partecipazione € 24.

Alessandra Montalbetti
15 giugno - giovedì
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La rassegna, intrigante per il titolo swing, “New York New York”, è curata da Francesco Tedeschi e focalizza la nostra attenzione sui numerosi artisti italiani che, grazie a viaggi, contatti diretti, ispirazioni letterarie ed altro, hanno intrecciato il loro percorso con il fenomeno della graduale internazionalizzazione del mondo e del mercato dell’arte, ormai lontano dalla Parigi delle Avanguardie e pronto a percorrere i rivoli della nuova arte contemporanea. Il percorso offerto negli spazi del Museo del Novecento inizia con opere dei soggiorni di Fortunato Depero e Giorgio De Chirico a New York negli anni Trenta e prosegue con le opere realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta da artisti italiani (Fontana, Nivola, Tancredi, Afro, Turcato, Festa, Novelli, Consagra, Scialoja) nelle quali la rappresentazione di New York appare trasfigurata dall’impressione diretta, dalla nostalgia, dalle forme di sperimentazione che ne derivano.


Ore 10.00. Ritrovo all’ingresso del Museo del 900, via Marconi.
Quota di partecipazione € 12, più il biglietto di ingresso (il costo verrà comunicato dalla Segreteria agli interessati al momento dell’iscrizione).

Daniela Tarabra
14 giugno - mercoledì
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“Ho scelto di chiamarlo Silos perché lì venivano conservate le granaglie, materiale per vivere. E, così come il cibo, anche il vestire serve per vivere”, così Giorgio Armani spiega la scelta del nome del moderno edificio che offre una visione del suo mondo estetico, misurato e senza tempo, che non ha cambiato soltanto il modo di vestire, ma anche il modo di pensare. L’edificio che accoglie questo nuovo allestimento museale ideato dal celebre stilista fu costruito negli anni ’50 per la conservazione dei cereali. Il grande spazio di 4.500 metri quadrati si sviluppa su quattro piani presentando una selezione ragionata di abiti femminili e maschili dal 1980 ad oggi. L’esposizione non segue un criterio cronologico a prova della storia e dell’estetica senza tempo di Giorgio Armani, con accostamenti naturali senza soluzione di continuità tra un decennio e l’altro, sfi
dando lo scorrere del tempo. Sono i temi ispiratori il filo conduttore del lavoro creativo dello stilista, messi in scena in un crescendo teatrale nei vari piani della mostra.

 

Ore 11.00. Ritrovo davanti ad Armani Silos in via Bergognone, 40 (MM2 Porta Genova o tram 14).

Quota di partecipazione € 20,40.

Caterina Voltolini
3 giugno - sabato
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Ancora New York anni Ottanta. Ancora street art. Ancora a Milano. Dopo la monografica di Basquiat al Mudec, Palazzo Reale dedica una retrospettiva al suo amico Keith Haring. Anch’egli vicino a Warhol e anch’egli abbagliante meteora (muore a soli 31 anni), Haring ha segnato indelebilmente la storia dell’arte novecentesca contribuendo all’emergere di un linguaggio nuovo, potente e attualissimo: il graffitismo. Diffuso tra muri, strade, tunnel del metrò, il suo inconfondibile segno arriva ora a Milano a completare un ideale triangolo di mostre che ha visto come vertice Andy Warhol (a Genova) e Basquiat ed Haring nella città meneghina.


Ore 15.00. Ritrovo alla biglietteria della mostra a Palazzo Reale.

Quota di partecipazione € 28.

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