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Alessandra Montalbetti
27 giugno – martedì

In un inedito percorso espositivo, si incontrano il tema eterno dell’amore ed i variegati linguaggi dell’arte contemporanea per raccontare, nelle sue infinite sfaccettature, l’amore, quello con la A maiuscola, forse! Molti sono i nomi prestigiosi presenti, da Andy Warhol a Francesco Vezzoli, da Robert Indiana a Joana Vasconcelos, da Marc Quinn a Mark Manders e molti altri ancora, nella rassegna, curata da Danilo Eccher, in arrivo a Milano dallo straordinario successo riscosso a Roma, nella sede espositiva del Chiostro del Bramante. L’amore romantico, l’amore ossessivo, l’amore dolce e quello violento, l’amore commerciale... purché sia amore!

 

Ore 10.00. Ritrovo all’ingresso del Museo della Permanente, via Turati 34.
Quota di partecipazione € 24.

Daniela Tarabra
20 giugno - martedì

La valle di Susa si apre dall’anfiteatro morenico di Rivoli e corre verso la Francia attraverso il colle del Moncenisio e il traforo del Frejus. A quasi mille metri di altezza sorge maestosa sulla valle la Sacra di San Michele, iniziata nel 998 da Ugo di Montboissier e punto di riferimento per i pellegrini che varcavano le Alpi attraverso i passi valsusini. L’abbazia possedeva nel XI
secolo una ricchissima biblioteca di manoscritti, ispiratrice di molte ambientazioni e spunti del celebre romanzo storico “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Ci si avvicina alla chiesa attraverso lo Scalone dei Morti, così chiamato perché lungo le pareti venivano seppelliti i monaci, che si conclude con la magnifica Porta dello Zodiaco, scolpita da Niccolò nel 1120. Nel pomeriggio raggiungiamo Avigliana, borgo medievale che si inerpica sulla collina e che ha mantenuto nei monumenti antichi la suggestione degli edifici in cotto. Il castellofu costruito dal marchese Arduino III nel X secolo, distrutto da Federico Barbarossa nel 1185 e ricostruito da Tommaso I di Savoia.


Ore 8.00. Partenza in pullman da via Paleocapa angolo via Jacini. Rientro in serata.
Quota di partecipazione € 95 (pranzo libero)
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Virginia Colombo
19 giugno - lunedì

È una storia tragica e straziante quella di Charlotte Salomon, morta a soli 26 anni nel campo di concentramento di Auschwitz. Ebrea, proveniente da una famiglia ricca e colta, cresce a Berlino a contatto con artisti, musicisti e intellettuali. La sua vicenda viene segnata già dall’infanzia con il suicidio delle donne della sua famiglia. Cresciuta dal nonno vicino a Nizza, per sfuggire alle persecuzioni, la Salomon capisce che l’unica via per salvarsi da quello che sembra un destino folle e crudele, per la sua famiglia e per l’Europa, è quello di dipingere. Creerà una unica e grande opera, intitolata “Vita? O Teatro?”, composta da 1330 fogli e da 800 tempere. Creata tra 1940 e 1942, l’opera racconta tutta la sua vita: l’infanzia felice, gli studi accademici, il suicidio della madre, la fuga dal nazismo. La sua opera, completa anche di testi e musiche, è cadenzata come un vero e proprio copione teatrale. Nel racconto della tragedia la Salomon riscatta se stessa tentando di sopravvivere agli orrori che la circondano attraverso la propria arte.


Ore 15.00. Ritrovo alla biglietteria di Palazzo Reale.

Quota di partecipazione € 24.

Alessandra Montalbetti
15 giugno - giovedì

La rassegna, intrigante per il titolo swing, “New York New York”, è curata da Francesco Tedeschi e focalizza la nostra attenzione sui numerosi artisti italiani che, grazie a viaggi, contatti diretti, ispirazioni letterarie ed altro, hanno intrecciato il loro percorso con il fenomeno della graduale internazionalizzazione del mondo e del mercato dell’arte, ormai lontano dalla Parigi delle Avanguardie e pronto a percorrere i rivoli della nuova arte contemporanea. Il percorso offerto negli spazi del Museo del Novecento inizia con opere dei soggiorni di Fortunato Depero e Giorgio De Chirico a New York negli anni Trenta e prosegue con le opere realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta da artisti italiani (Fontana, Nivola, Tancredi, Afro, Turcato, Festa, Novelli, Consagra, Scialoja) nelle quali la rappresentazione di New York appare trasfigurata dall’impressione diretta, dalla nostalgia, dalle forme di sperimentazione che ne derivano.


Ore 10.00. Ritrovo all’ingresso del Museo del 900, via Marconi.
Quota di partecipazione € 12, più il biglietto di ingresso (il costo verrà comunicato dalla Segreteria agli interessati al momento dell’iscrizione).

Daniela Tarabra
14 giugno - mercoledì

“Ho scelto di chiamarlo Silos perché lì venivano conservate le granaglie, materiale per vivere. E, così come il cibo, anche il vestire serve per vivere”, così Giorgio Armani spiega la scelta del nome del moderno edificio che offre una visione del suo mondo estetico, misurato e senza tempo, che non ha cambiato soltanto il modo di vestire, ma anche il modo di pensare. L’edificio che accoglie questo nuovo allestimento museale ideato dal celebre stilista fu costruito negli anni ’50 per la conservazione dei cereali. Il grande spazio di 4.500 metri quadrati si sviluppa su quattro piani presentando una selezione ragionata di abiti femminili e maschili dal 1980 ad oggi. L’esposizione non segue un criterio cronologico a prova della storia e dell’estetica senza tempo di Giorgio Armani, con accostamenti naturali senza soluzione di continuità tra un decennio e l’altro, sfi
dando lo scorrere del tempo. Sono i temi ispiratori il filo conduttore del lavoro creativo dello stilista, messi in scena in un crescendo teatrale nei vari piani della mostra.

 

Ore 11.00. Ritrovo davanti ad Armani Silos in via Bergognone, 40 (MM2 Porta Genova o tram 14).

Quota di partecipazione € 20,40.

Daniela Tarabra
13 giugno - martedì

La Bulgaria è uno dei paesi europei meno conosciuti e frequentati dagli italiani amanti d’arte e di storia. Ed è un vero peccato, perché il paese vanta una storia plurimillenaria grazie alla sua posizione geografica strategica tra Oriente e Occidente, tra la penisola balcanica e il Mar Nero, tra il Danubio e la Turchia, ultimo lembo d’Europa orientale. Popoli antichissimi hanno fatto fiorire elaborate civiltà, come i Traci che hanno lasciato imponenti tombe di re e dignitari. A questo retroterra si sono sovrapposte la cultura greca, romana, bizantina e dei due regni bulgari indipendenti dal potente vicino, l’impero romano d’Oriente. Infine cinque secoli di dominazione ottomana hanno plasmato un paese che è crocevia di civiltà e arte tra i più interessanti d’Europa.

 

Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.

Contributo a partire da € 5.

Alessandra Montalbetti
11 giugno - domenica

Celebrata da Gabriele D’Annunzio che scrivendo sul “Corriere della sera” del 3 marzo 1912 coniò il termine di “isola di Toscana in Lombardia”, Castiglione Olona è un autentico gioiello plasmato dal cardinale Branda Castiglioni. Al mattino, in uno dei palazzi recentemente restaurati, il trecentesco Palazzo dei Castiglioni di Monteruzzo, visiteremo il MAP, Museo d’Arte Plastica contemporanea, da poco inaugurato. Non lontano da questa cittadina, infatti, tra il 1969 ed il 1973 era attivo uno dei maggiori centri di ricerche estetiche ed un laboratorio dotato delle più moderne tecnologie, al quale parteciparono i più importanti e innovativi artisti, da Carla Accardi a Enrico Baj, da Hsiao Chin a Hilda Reich e molti altri ancora. Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo in una caratteristica trattoria del posto, dall’evocativo nome “Osteria degli Artisti”, visitiamo il complesso della Chiesa e del Battistero, una delle vette del primo Rinascimento italiano grazie agli affreschi di Masolino da Panicale, che ha adornato le volte con “Storie della Vergine e della vita del Battista”, capolavoro in cui sapientemente si mescolano le storie sacre con gli aulici particolari di una corte raffinata.


Ore 9.30. Partenza in pullman da Via Paleocapa, angolo Via Jacini. Rientro in serata.

Quota di partecipazione € 110 ( pranzo incluso).

Paola Rapelli
9 giugno - venerdì

La Spezia vuol dire mare e Marina Militare. E ha il sapore della ricerca del tempo andato visitare il Museo Tecnico Navale, che dispiega una collezione ricchissima. L’Arsenale funziona a pieno ritmo: sarà nostro privilegio poter salire a bordo di una Unità Navale, secondo le direttive superiori del Comando Marittimo Nord del Ministero della Difesa. Quando il collezionismo è di qualità, lascia senza parole, se non quelle dell’elogio e della riconoscenza. Ci stiamo riferendo alla collezione che Amedeo Lia ha deciso di donare alla sua città di adozione. In soli venti anni il Museo Lia è diventato uno dei più apprezzati in Italia, con centinaia di opere di livello mondiale (un dato valga per tutti: le sole tavole di Pietro Lorenzetti sono oltre settanta). Per festeggiare la “maturità” il museo ha organizzato una mostra di capolavori, che è quasi un museo a sé, in assonanza con le opere di proprietà: Giovanni da Modena, Beato Angelico, Dosso Dossi, El Greco, Matteo Civitali, Raffaello, Guercino, Pontormo, Ludovico Carracci, Chardin e altri calibri massimi (incluso un prestito braidense). La sosta nei colori e nelle fioriture di Portovenere completerà una giornata di benvenuto all’estate.


Ore 7.30. Partenza in pullman da via Paleocapa, ang. via Jacini. Rientro in serata.

Quota di partecipazione € 110 (pranzo libero).

Simona Bartolena (co-curatrice della mostra)
7 giugno - mercoledì

 

La Johannesburg Art Gallery ha una storia peculiare: fondata dall’intraprendente e appassionata Lady Phillips a inizio Novecento, il museo rappresenta a pieno la storia e la contaminazione culturale della realtà sudafricana. Dopo la tappa pavese di due anni fa, la raccolta inaspettatamente ricca di capolavori della JAG approda a Monza, in versione ampliata. Questa volta giungono in Italia, infatti, anche alcune importantissime opere assenti nella precedente edizione. La mostra si snoda come un libro di storia dell’arte tra Otto e Novecento, con dipinti dei principali artisti della scena europea: da Turner a Courbet, da Dante Gabriel Rossetti a Millais, da Monet a Sisley, da Degas a Signac, fino a Picasso e Bacon. Ma la vera scoperta è costituita dalle opere dei poco conosciuti artisti sudafricani del Novecento: tra Apartheid e legami con l’Europa, conflitti razziali e scambi culturali, una selezione di dipinti vi introdurrà alla conoscenza di una realtà tutta da indagare.
Vi accompagnerà in mostra la curatrice del progetto, Simona Bartolena.


Ore 9.30. Partenza in pullman da Via Paleocapa, angolo Via Jacini. Rientro in tarda mattinata.
Quota di partecipazione: € 65.

 

 

 

Alessandra Novellone
6 giugno - martedì

Il 2016 è stato l’anno del cinquecentenario della morte di Giovanni Bellini, suggellato dalla mostra in corso a Conegliano, (alla quale è prevista una visita il 16 e 17 giugno prossimi) che conclude le celebrazioni in onore del pittore. È una buona occasione per ricostruire la parabola di questo maestro, padre nobile del Rinascimento, punto di riferimento per i massimi esponenti della scuola veneta del ‘500, da Cima a Giorgione a Tiziano e oltre. A consacrarlo definitivamente sono le parole scritte da Dürer in occasione del suo soggiorno a Venezia del 1506: “è molto vecchio, ma certo è ancora il migliore pittore di tutti”. Oggi tracciamo il suo percorso creativo, svoltosi in un lungo arco di tempo, dal 1436 circa al 1516: dai volumi ancora un po’ secchi di ascendenza gotica, al progressivo consolidarsi delle forme, sulla scia della lezione di Antonello da Messina, e grazie al contatto ricco di stimoli con il cognato Mantegna; fino al graduale affermarsi, nelle sue celebri Madonne con Bambino e nelle pale d’altare, dell’umanità dei personaggi, circondati da una natura che si fa sempre più protagonista, e che concorre con la sua ordinata e serena bellezza ad accrescere il pathos delle scene sacre, in una visione del mondo ricca di incanto e di poesia.


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.

Contributo a partire da € 5.

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