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Alessandra Novellone
Da venerdì 24 a domenica 26 novembre 2017
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Dopo la piacevole esperienza del maggio 2016 andiamo a integrare la conoscenza della città con quanto avevamo tralasciato, come le sale del ‘600 e del ’800 alle Gallerie di Capodimonte e il complesso della Certosa di S. Martino, icona dello skyline partenopeo, scrigno di collezioni di enorme valore. Torneremo sulla via dei Tribunali, ricca di significative chiese, come S. Pietro a Maiella, Purgatorio ad Arco, S. Lorenzo maggiore; da qui ci caleremo nelle viscere della città, a oltre 40 metri di profondità, per un affascinante percorso alla scoperta della Neapolis greco/romana e alto-medievale; mentre la visita di Villa Pignatelli, sulla riviera di Chiaia, ci farà rivivere le atmosfere eleganti della Napoli “fin de siècle”.
Un aperitivo al mitico caffè “Gambrinus”, una passeggiata a S. Gregorio Armeno, la via dei Presepi, e una cena in una dimora privata d’epoca completeranno questo secondo appuntamento con una metropoli che ancora una volta ci stupirà, con la sua incredibile vitalità e le sue mille contraddizioni.


Venerdì 24 - Milano/Napoli

Ritrovo in stazione Centrale, piano binari di fronte alla libreria Feltrinelli, alle ore 8,15.
Viaggio in carrozza standard con treno Alta Velocità FrecciaRossa “1000” da Milano a Napoli - 8,30/12,48.
Giunti a Napoli, dopo la sosta per il pranzo libero, ci rechiamo al Museo di Capodimonte, dove ci concentriamo sulle sale dedicate al ‘600 napoletano, uno dei periodi più fulgidi della storia dell’arte locale, e quelle dell’800, aperte in esclusiva per noi grazie all’interessamento degli “Amici del Museo di Capodimonte”. Indaghiamo il momento in cui gli artisti, sollecitati dal Caravaggio delle Sette Opere di misericordia e della Flagellazione di Cristo, abbandonano i logori stilemi tardo-manieristici e rinnovano il linguaggio artistico interpretando le rivoluzionarie formule caravaggesche.
Nelle sale riservate alla pittura del ’800 ammiriamo i paesaggi dei Palizzi, le ariose vedute degli esponenti della Scuola di Resina e della Scuola di Posillipo, (fra cui De Gregorio, Rossano, De Nittis), e le sapide scene di genere di Morelli, Michetti, Cammarano e colleghi.
Una volta scesi dalle vette, non solo metaforiche, della collina di Capodimonte ci immergeremo nel cuore della città, in quella Piazza del Plebiscito, centro del potere politico-amministrativo; il mitico caffè “Gambrinus”, elegante luogo di ritrovo della buona borghesia cittadina, ci accoglie con la sua raffinata atmosfera per un aperitivo di benvenuto.
Al termine si raggiunge il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo (www.mediterraneonapoli.com), elegante struttura nel centro del capoluogo partenopeo. Sistemazione in albergo e cena in un caratteristico ristorante, da sempre punto di riferimento della gastronomia partenopea, dove potremo gustare i piatti tradizionali della cucina napoletana.


Sabato 25 - Napoli

Prima tappa del nostro itinerario è S. Anna dei Lombardi, a poca distanza dall’albergo: in questa piccola chiesa un po' appartata, che con una certa riluttanza schiude al pubblico le sue porte, ci attende un sorprendente angolo di Toscana rinascimentale, per la presenza al suo interno di opere di maestri come Giuliano e Benedetto da Maiano, Antonio Rossellino e Giorgio Vasari, a testimonianza dello stretto legame tra Firenze e Napoli, dove nel ‘400 si era insediata una nutrita colonia di mercanti, artigiani e banchieri come gli Strozzi.
Raggiungiamo quindi la Via dei Tribunali (corrispondente all’antico Decumano superiore, cosiddetta per il Palazzo di Giustizia che la chiude in fondo) in cui si allineano preziosi palazzi e chiese gotiche, rinascimentali e barocche.
Iniziamo dalla chiesa di S. Pietro a Maiella, eretta ai primi del ‘400 in onore di papa Celestino V, quello -ricordate?- del “gran rifiuto” dopo soli 5 mesi di pontificato. Nell’interno gotico spicca sul soffitto il ciclo di tele con storie di Celestino V e di S. Caterina, vertice dell’arte di Mattia Preti, “il cavalier calabrese”, tra 1656 e 1661.
Proseguendo, oltre la splendida cappella Pontano, trasposizione rinascimentale del modello del tempietto vitruviano, incontriamo la chiesa del Purgatorio ad Arco, suggestivo ambiente barocco tutto dedicato al culto dei morti, con il motivo dei teschi e delle tibie incrociate in bronzo, che ricorre in modo ossessivo, e capolavori di Stanzione e Giordano. Dopo la sosta per il pranzo libero (in zona si trovano le più rinomate pizzerie doc della città) raggiungiamo S. Lorenzo Maggiore, luogo denso di memorie storiche, dove avvenne l’incontro tra Giovanni Boccaccio e Fiammetta, e dove soggiornò Francesco Petrarca. Di origine antichissima, ricostruita a fine ‘200 dagli Angiò, ristrutturata poi in epoca barocca, come testimoniato dalla facciata, nell’interno conserva forte l’impronta medievale. Il nostro approfondimento di quest’area di eccezionale interesse storico/artistico non si esaurisce alla superficie: sotto la basilica si spalanca una sorta di città parallela, che testimonia ancora oggi la stratificazione della città greco/romana e alto-medievale: è la cosiddetta “Napoli sotterranea”, nelle cui viscere ci inoltriamo alla scoperta di una insospettabile rete di cunicoli e cisterne, che custodisce, oltre ai resti di botteghe, negozi, abitazioni, il macellum, mercato cittadino risalente al I sec. d.C. Raggiungiamo quindi la via di S. Gregorio Armeno, cuore della Napoli artigiana, con i suoi negozi e le sue bancarelle di presepi, realizzati secondo una tradizione ancora vivissima che si tramanda dal ‘700. Dopo una sosta in albergo, la sera ci attende una proposta pensata in esclusiva per i soci: abbiamo il piacere di cenare in una abitazione privata, all’interno di un palazzo d’epoca, ricevuti dagli stessi proprietari, che ci propongono un ricco menu di piatti della tradizione.


Domenica 26 - Napoli/Milano
L’intera mattinata è dedicata al complesso della Certosa di S. Martino, fatta erigere a partire dal 1325 da Carlo d’Angiò su una parte della collina del Vomero, e poi ristrutturata dall’architetto e scultore Cosimo Fanzago, che nel corso del ‘600 la trasformò in uno dei capolavori del Barocco napoletano. Alla decorazione hanno partecipato i principali pittori locali dell’epoca quali Battistello, Stanzione, De Ribera, De Mura, Vaccaro e Giordano, ma anche gli emiliani Lanfranco e Reni. Nel Museo di S. Martino, oltre ad ammirare tele del ‘600, boiserie e porcellane, ci concentriamo sulla sezione presepiale, dove spicca lo strabiliante Presepe Cuciniello, popolato da oltre 180 figure. Ci trasferiamo poi alla Riviera di Chiaia dove visitiamo la splendida Villa Pignatelli, perfetto esempio di villa neoclassica a ridosso del mare, fatta costruire dalla famiglia Acton nel 1826. Gli splendidi ambienti testimoniano il gusto del II Impero e, insieme al Museo delle carrozze situato in un attiguo padiglione nel bel giardino, ci fanno rivivere le atmosfere nella Napoli ottocentesca, degli svaghi borghesi e delle passeggiate sul lungomare. Pranzo libero e, raggiunta la stazione ferroviaria di Napoli Centrale, viaggio in treno di ritorno: posti riservati in carrozza standard con treno Alta Velocità FrecciaRossa “1000” da Napoli a Milano Centrale - 15,05/19,29.



Quota individuale di partecipazione minimo 15 - € 980
Iscrizioni in corso sino ad esaurimento dei posti disponibili (acconto euro 350)
Saldo entro 15 giorni dalla partenza
Supplemento camera singola € 120


Modalità di pagamento:

Assegno o bonifico bancario a favore di Celeber srl - Milano
• IBAN: IT89O0569601600000018882X00 (causale: ABP Napoli - “Cognome partecipante”)


La quota comprende:

Viaggio in treno Alta Velocità con posti in carrozze di classe standard, trasferimenti in pullman a Napoli come da programma, sistemazione in camera a due letti presso gli alberghi citati, una cena in ristorante e una in abitazione privata con bevande incluse, visite e ingressi come da programma, assistenza culturale di Alessandra Novellone, polizza di assistenza “medico-bagaglio-annullamento”, mance.


La quota non comprende:

Gli extra in genere, 3 pasti liberi e quanto non espressamente citato nel programma.


Assistenza Culturale
Alessandra NOVELLONE
Laureata con lode in Lettere Moderne con indirizzo in Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi sulle vetrate Liberty, ho collaborato per alcuni anni con una casa editrice, diventando pubblicista. Entrata in ruolo, ho insegnato per oltre 15 anni storia dell’arte, italiano e storia in alcuni istituti superiori milanesi, mettendo a punto una formazione che privilegia un approccio multidisciplinare. Dal 1986 collaboro con l’Associazione “Amici di Brera” elaborando e svolgendo visite guidate, percorsi didattici, conferenze. Per l’Associazione, di cui sono consigliera, curo la redazione dei programmi culturali, e sono responsabile dell’organizzazione delle conferenze. Autrice di articoli di approfondimento su temi storico/artistici, ho pubblicato “Arte e Zodiaco“ (Sassi, 2009) e “Milano, una metropoli d’arte” (Sassi, 2010), scritti a quattro mani con il collega ed amico Stefano Zuffi.

Paola Rapelli - Alessandra Novellone - Alessandra Campagna - Luisa Strada
giovedì 05/10 - mercoledì 11/10 - venerdì 20/10 - lunedì 23/10
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Si preannuncia come il piatto forte della stagione espositiva milanese la mostra su Caravaggio che ha da poco aperto i battenti a Palazzo Reale, per la precisione il 29 settembre, data di nascita del pittore, nel 1571: per la qualità e il numero dei dipinti di mano del maestro, una ventina, ma non solo. Anche l’assunto di base è originale, per il ricco corredo di analisi scientifiche che indagano la tecnica utilizzata, portandoci nel cuore del suo metodo di lavoro: “dentro” Caravaggio, appunto. Questa indagine ha permesso di rintracciare elementi esecutivi inaspettati, pentimenti, tratti di disegno, a sfatare le radicata convinzione che il pittore non disegnasse. Nuove ricerche d’archivio inoltre hanno determinato una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, la più controversa. E ora veniamo alle opere esposte: forte di una serrata campagna prestiti a cui ha partecipato anche il sindaco Sala, l’esposizione annovera capolavori come lo smagliante “Riposo nella fuga in Egitto” della galleria Doria Pamphili, l’iconico “Ragazzo morso da un ramarro”, la maestosa “Flagellazione di Capodimonte, l’intensa “Salomè con la testa del Battista” della National Gallery, il pensoso “San Gerolamo” dal Museu Montserrat di Barcellona, la “Buona ventura” dei Capitolini e altri ancora, a tracciare tutto l’arco della carriera folgorante, ma breve, dell’artista, tra la venuta a Roma e la morte prematura sulla spiaggia di Port’Ercole nel 1610, a soli 39 anni.


Giovedì 5 ottobre ore 16,50 - dott.ssa Paola Rapelli

Mercoledì 11 ottobre ore 9,50 - 
dott.ssa Alessandra Novellone

Venerdì 20 ottobre ore 17,10 - dott.ssa Alessandra Campagna

Lunedì 23 ottobre ore 16,00 - dott.ssa Luisa Strada *ATTENZIONE: data e ora variati rispetto al programma


Ritrovo presso la biglietteria della mostra a Palazzo Reale, piazza Duomo 12.
Quota di partecipazione € 24.

Daniela Tarabra
4 ottobre 2017 – mercoledì
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La Pinacoteca di Brera ospita uno straordinario percorso di lettura intorno a un’epoca, il Settecento, che segna la storia stessa della Pinacoteca, come museo moderno, frutto delle idee dell’Illuminismo. In dialogo le opere di Pompeo Batoni, tra i primi ad essere trasferito nel palazzo di Brera, dove stava nascendo una prima ed eterogenea raccolta di opere a supporto delle attività didattiche dell’Accademia di Belle Arti. Pompeo Batoni fu considerato il nuovo Raffaello per la lezione di grazia, di “buon gusto e raziocinio naturale” delle sue opere. È un’occasione per ammirare le opere con illuminazione e colore delle pareti completamente rinnovate con diverse tonalità di grigio per esaltare la qualità dei dipinti esposti.


Ore 10.45. Ritrovo alla biglietteria della Pinacoteca di Brera, via Brera, 28.
Quota di partecipazione € 12.

Alessandra Campagna
2 ottobre 2017 – lunedì
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La tipologia del cortile che caratterizza le abitazioni milanesi ha lontane origini: sembra si debba far risalire all’esempio del chiostro e dell’atrio della domus romana, venendo a definirsi più precisamente nel periodo rinascimentale con la presenza a Milano di Donato Bramante. Proprio il cortile della Canonica di Sant’Ambrogio, une delle ultime e tra le poche opere documentate a Milano dell’architetto “forestiero”, e i chiostri della Cattolica, antico monastero, realizzati più tardi, ma su progetto bramantesco, ci aiutano a ricostruire un momento cruciale nella nascita di tale struttura alla corte di Ludovico il Moro. L’Università Cattolica nasconde anche altri segreti al suo interno, con l’antico refettorio monastico decorato dal grande affresco di Callisto Piazza e la ghiacciaia recuperata con attente ricerche archeologiche che hanno portato alla luce preziosi reperti. La ghiacciaia è ora parte dell’Aula Bontadini e quindi normalmente non visitabile perché utilizzata per la didattica. Un’occasione per scoprire (o riscoprire, per gli ex alunni!) il valore storico artistico della sede di una prestigiosa università milanese.


Ore 17.00. Ritrovo davanti all’Università Cattolica, Largo Gemelli, 1.

Quota di partecipazione € 12.

Alessandra Novellone
26 settembre 2017 – martedì

Forse non esiste un altro pittore la cui parabola esistenziale e professionale sia stata così simile ad un romanzo quanto quella di Caravaggio. Dalla formazione nell’acceso clima spirituale della Milano borromaica, nell’ambito di un clima artistico orientato alla resa del vero, agli anni dell’affermazione romana presso la cerchia elitaria, dal gusto raffi nato, del cardinal Del Monte e di collezionisti quali i Borghese e i Giustiniani; dai soggiorni in una Napoli particolarmente pronta ad accogliere il suo rivoluzionario messaggio, fino all’ultima manciata di anni convulsi, colpito dal bando papale, tra fughe rocambolesche, speranze frustrate, capolavori abbaglianti, lungo rotte che vanno da Napoli, a Malta, alla Sicilia; fino all’ultimo viaggio, che lo condurrà, buttato come un relitto, sulla spiaggia di Porto Ercole, a morire appena 39enne, nel 1610, vittima di una violenta febbre, ma forse soprattutto di una vita “à bout de souffle”: niente è “normale” in Caravaggio, pittore maledetto ante litteram, riscoperto non a caso nel ‘900, che si può amare o detestare, ma che mai ci lascia indifferenti. Già nel 1615 il Gigli lo definiva, con il gusto dell’iperbole proprio del suo secolo: “il gran Protopittore, Meraviglia dell’arte, stupor de la natura, se ben bersaglio poi di rea fortuna”. Una carrellata tra i suoi dipinti ci permetterà di capire la portata della sua rivoluzione, anche sulle generazioni successive di pittori, e di prepararci al meglio alla vista alla mostra “dentro Caravaggio”, di prossima apertura a Palazzo Reale.


Ore 17.30. Sala della Passione, palazzo di Brera, via Brera 28.
Contributo a partire da € 5.

Barbara Pasolini
25 settembre 2017 – lunedì
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OPEN! Nel cuore della Milano storica, a pochi passi dalla Biblioteca e dalla Pinacoteca Ambrosiana, in un’antica dimora del XV secolo, si nasconde un museo molto speciale; voluto dal collezionista Emilio Carlo Mangini, che viaggiando in Italia e in Europa, ha raccolto una curiosa e interessante serie di oggetti di vita quotidiana degli ultimi cinquecento anni, legati alla vita privata, al lavoro e ai divertimenti dei nostri antenati. La raccolta, che si articola in 41 sezioni, è davvero eterogenea ed include oggetti di ogni tipo e utilizzo: bastoni da passeggio, cavalli in legno, elemosinieri, oggetti massonici, strumenti scientifici, preziosi scrigni, strumenti musicali, mobili, casseforti, attrezzi da lavoro... Fra gli oggetti più rari e preziosi: uno splendido cofanetto, rivestito in osso e avorio, della famosa scuola degli Embriachi del XVI secolo, un antico strumento musicale detto “gironda” del XVIII, una poltroncina da “gondola” veneziana del XVIII e molto altro...


Ore 15.00. Ritrovo per il primo gruppo in via dell’ Ambrosiana 20, davanti al museo;
Ore 16.00. Ritrovo per il secondo gruppo.

Quota di partecipazione € 17.
(Vi informiamo che la visita è a numero chiuso, con gruppi di massimo 10 persone).

Alessandra Novellone
22 settembre 2017 – venerdì
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Una giornata alla scoperta di alcune novità nel territorio intorno al lago di garda: a Montichiari visiteremo la Fondazione Lechi : aperto dal 2012, il museo espone la preziosa quadreria dei conti Luigi e Piero Lechi, incentrata su opere dal ‘400 al ‘700, fra cui spiccano saggi di maestri di ambito lombardo/veneto come Moretto, Giulio Campi, Giulio Cesare Procaccini, Magnasco, Pitocchetto : di quest’ultimo la collezione vanta un nucleo corposo di importanti ritratti. Nel Duomo ci attende una “Ultima cena” di Romanino,datata al 1542, di grande intensità. Vedremo anche la collezione Pasinetti, che raccoglie le opere del pittore omonimo, ( 1863/19409 originario di Montichiari, ma attivo a Milano : amico di Pellizza e di Arturo Tosi, si dedicò soprattutto ai ritratti della buona società milanese di fine secolo a paesaggi dal tocco impressionista, e a temi sociali. Non mancheremo di visitare la pieve di San Pancrazio,in posizione panoramica su un colle, mirabile esempio di stile romanico, con affreschi di Callisto Piazza e di Romanino. Il pranzo libero si svolgerà a Desenzano, nella zona del grazioso porto vecchio. Completeranno la giornata le visite a Calvisano, alla chiesa di Santa Maria della Rosa; e sulla strada del ritorno alla parrocchiale di Romano di Lombardia, in cui ci attende una superba “Ultima Cena” di Giovan Battista Moroni, naturale evoluzione 500esca del tema in terra lombarda.
Ore 9,00 Partenza in pullman da Via Paleocapa, angolo Via Jacini. Rientro in serata.

Quota di partecipazione € 80, pranzo libero

Caterina Voltolini
21 settembre – giovedì
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In Italia la produzione televisiva degli anni ‘70 è sinonimo di RAI. Testimone dell’omicidio di Aldo Moro quanto dell’ombelico di Raffaella Carrà, la RAI documenta, attraverso vari e molteplici programmi, il cambiamento culturale, politico e sociale di un intero decennio. La mostra, in cui Francesco Vezzoli gioca contemporaneamente il ruolo di curatore ed artista, è strutturata su vari livelli e si dispiega in tre nuclei principali: arte, politica e intrattenimento. Negli spazi di Fondazione Prada, una selezione di reperti televisivi provenienti dall’archivio RAI convive con opere di artisti quali De Chirico, Guttuso, Burri... Ricca di contenuti, opere e materiali, “Francesco Vezzoli guarda la RAI” è una mostra imperdibile per chiunque si interessi all’identità e all’evoluzione storico - culturale del nostro Paese.


Ore 18.30. Ritrovo in Largo Isarco 2, all’ingresso della Fondazione Prada.
Quota di partecipazione € 12, più biglietto di ingresso.

Alessandra Montalbetti
20 settembre 2017 – mercoledì
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Le Gallerie d’Italia sono ormai un luogo entrato nelle abitudini milanesi per l’eziologia del restauro e per la completezza del racconto storico-artistico, ormai istituzionalizzato per quanto attiene alla prima parte, dedicata alle opere da Canova a Boccioni; ma per il contemporaneo il curatore Francesco Tedeschi ha a disposizione un patrimonio davvero invidiabile che ha deciso di esporre in fasi diverse chiamate opportunamente “Cantiere” proprio a chiarire il senso in fieri della rassegna. Così, siamo giunti alla seconda fase che, sotto l’egida della parola “Forma” accosta opere mai viste di artisti diversi, da Lucio Fontana a Chiara Dynys, da Jannis Kounellis a Stefano Arienti, intrecciando stimolanti sinapsi.


Ore 15.00. Ritrovo all’ingresso delle Gallerie d’Italia, Piazza Scala 6.
Quota di partecipazione € 20.

Paola Rapelli
19 settembre 2017 – martedì
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Scultura: arte della forma plastica. Dentro questa scabra definizione sta un universo di idee, ricerche, materiali, soprattutto emozioni. Da Medardo Rosso, Adolfo Wildt e Umberto Boccioni alla fine del secolo XX maestri e gregari tengono vivo il fuoco dell’arte: il dibattito è vivo e corroborante, le esperienze anche molto diverse tra loro. Scultura come poesia, come denuncia, come installazione: i cambiamenti sia formali che contenutistici sono fisiologici e seguono il mutare delle tendenze estetiche rispetto all’episteme storica. Scultura lingua morta? Ma certo che no!


Ore 17.30. Sala della Passione, Palazzo di Brera, via Brera 28.
Contributo a partire da € 5.

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